La comica Fiona Cauley mette le persone con disabilità al centro della conversazione con Talking Sh*t, una nuova serie digitale prodotta dalla divisione digitale di Inevitable Foundation. Lo show satirico mira a rendere più accessibili le discussioni sulla disabilità, usando l’umorismo per affrontare temi che possono spesso risultare scomodi o tabù.
Ogni episodio è girato all’interno di un bagno accessibile, dove Cauley pone agli ospiti domande dirette sulla disabilità, sull’accessibilità e sulle loro esperienze personali. L’ambientazione insolita intende creare un’atmosfera informale, ribadendo al contempo l’attenzione dello show per l’accessibilità.
«Volevo vedere se ci fosse qualcosa che potessimo farne», ha detto il cofondatore di Inevitable Foundation Richie Siegel parlando delle origini del progetto, spiegando che il concetto si è sviluppato dopo alcune conversazioni con Cauley su un possibile progetto basato sulla sua vita. Cauley ha detto che il bagno accessibile ha contribuito a «mettere tutti sullo stesso piano» e ha permesso allo show di affrontare la disabilità senza suggerire che il pubblico dovesse provare pena per qualcuno.
La serie è stata lanciata il 29 ottobre sul canale YouTube di Cauley. Secondo il report, il materiale promozionale diffuso prima della première aveva già attirato più di un milione di visualizzazioni. Cauley ha inoltre contribuito a comporre il gruppo degli ospiti attraverso i suoi rapporti personali e il suo pubblico sui social media.
La prima stagione presenta Bill Nye, Shapel Lacey, Robby Hoffman, Adam Ray, Lisa Gilroy, Brad Williams, Jeremiah Watkins, Steve Furey e Matt Taylor. Cauley ha detto di aver voluto un gruppo eterogeneo di ospiti, comprendente persone con disabilità, persone impegnate nella difesa dei diritti delle persone con disabilità e amici con un’esperienza precedente limitata sulle questioni legate alla disabilità.
Le interviste sono concepite per combinare improvvisazione e informazione. Cauley ha detto che gli episodi si sono trasformati in conversazioni con amici, anziché in interviste rigidamente strutturate, permettendo allo show di mettere in luce le comuni lacune nella comprensione pubblica della disabilità. Siegel ha descritto l’approccio come un intrattenimento capace di introdurre concetti sull’accessibilità senza trasformarsi in una lezione o in un convenzionale annuncio di servizio pubblico.
Tra le questioni affrontate ci sono le disabilità invisibili, i giudizi su chi sia «abbastanza disabile» da usare le strutture accessibili e le barriere quotidiane incontrate dalle persone che usano la sedia a rotelle. La serie esplora inoltre come supposizioni apparentemente ordinarie—come descrivere una casa come accessibile perché qualcuno può «entrarci camminando»—possano trascurare le esperienze delle persone con disabilità motorie.
Cauley ha già affrontato la disabilità attraverso la comicità, inclusa la serie web Capable del 2019. Ha parlato di come convive con una condizione genetica progressiva e di come le reazioni del pubblico siano cambiate quando la sua disabilità è diventata più visibile. In Talking Sh*t, lei e i suoi ospiti usano queste esperienze per esaminare la complessità e la diversità della disabilità.
Cauley ha detto di sperare che gli spettatori della comunità delle persone con disabilità si sentano «il personaggio principale» e che lo show incoraggi il pubblico a vedere la disabilità in modo più umano e meno compassionevole. Inevitable Foundation sta inoltre sviluppando progetti cinematografici e televisivi attraverso Inevitable Studios, mentre la sua divisione digitale si concentra su progetti come Talking Sh*t.
Fonti: Deadline.