Henry Winkler è ampiamente associato ad Arthur “Fonzie” Fonzarelli di Happy Days, ma la sua carriera si è estesa alla televisione, al cinema, ai libri e all’attivismo. È apparso in serie tra cui Arrested Development, Parks and Recreation e Law & Order: Special Victims Unit, ottenendo un Emmy, due Golden Globe e due Critics’ Choice Awards.
Winkler ha anche trascorso anni a parlare della sua esperienza con la dislessia. In un’intervista del 2023 con AARP, ha ricordato come la valutazione degli insegnanti secondo cui non stava raggiungendo il suo potenziale fosse stata assimilata dai suoi genitori e fosse infine diventata un giudizio molto più severo: “Sei pigro e stupido”. Ha detto di avere notevoli capacità verbali, ma di avere difficoltà a completare i compiti scolastici, cosa che causava sofferenza sia a lui sia ai suoi genitori.
L’attore ha poi esplorato quelle esperienze nel suo memoir Being Henry: The Fonz...and Beyond. Ha descritto le difficoltà nel pronunciare le parole mentre leggeva i copioni settimanali, anche dopo aver raggiunto il successo professionale, e ha detto che l’esperienza lo faceva sentire umiliato e pieno di vergogna.
Il racconto di Winkler ha contribuito al suo sostegno ai bambini con disturbi dell’apprendimento. Ha scritto insieme la serie di libri per ragazzi Hank Zipzer, che in seguito è stata adattata in una serie televisiva di tre stagioni, e ha incoraggiato genitori ed educatori a riconsiderare le definizioni ristrette di intelligenza e capacità scolastica.
In alcune dichiarazioni a LD Online, Winkler ha sottolineato l’importanza della perseveranza, affermando che il rendimento scolastico e i sogni di una persona non sono la stessa cosa. Ha inoltre raccontato di aver letto un libro per la prima volta all’età di 31 anni, dopo aver ricevuto la diagnosi di dislessia, e di essere arrivato in seguito a considerare ogni libro completato come un trionfo personale.
Le sue riflessioni sottolineano l’effetto duraturo che le critiche possono avere sui bambini che incontrano difficoltà a scuola, mettendo al contempo in evidenza la sua convinzione che l’apprendimento debba essere adattato all’individuo, anziché misurato in base a un unico standard.
Fonti: TVLine.