L’Unità francese per i crimini di guerra ha aperto un’indagine giudiziaria su un attacco militare israeliano contro un edificio residenziale a Beirut, che nel novembre 2024 ha ucciso sette civili. Tra le vittime c’erano i genitori dell’artista e filmmaker franco-libanese Ali Cherri.
L’indagine fa seguito a una denuncia presentata sei mesi prima da Cherri e dalla Federazione internazionale per i diritti umani (FIDH), con sede a Parigi. Sono stati nominati due giudici istruttori per esaminare il caso, relativo a un bombardamento avvenuto il 26 novembre 2024, poche ore prima che entrasse in vigore una tregua tra Israele e Hezbollah.
L’attacco ha distrutto tre piani dell’edificio residenziale. Tra le sette persone uccise c’erano i genitori di Cherri, Mahmoud Naim Cherri e Nadira Hayek, e la loro collaboratrice domestica, Birki Negesa.
L’avvocata della FIDH Clémence Bectarte ha dichiarato che, per quanto ne sapeva, si trattava della prima indagine giudiziaria aperta per crimini presumibilmente commessi dall’esercito israeliano in Libano dall’ottobre 2023. La denuncia descriveva il bombardamento come un crimine di guerra e la FIDH ha dichiarato di sperare che l’inchiesta facesse luce su quanto accaduto.
Cherri ha affermato che l’indagine era importante per la ricerca di giustizia della sua famiglia e ha chiesto che i responsabili di aver ordinato e condotto il bombardamento fossero chiamati a rispondere delle proprie azioni.
Poiché Cherri possiede la cittadinanza francese e quella libanese, l’indagine si concentrerà sul bombardamento del suo appartamento. Secondo quanto riferito, i tribunali francesi non hanno giurisdizione sui decessi delle vittime che non erano cittadine francesi.
Fonti: Deadline.