«Hinotama: Ball of Fire», il primo lungometraggio del cineasta giapponese Yaza Takenoshin, segue il giovane Takeshi (Riku Onishi) mentre assiste al disfacimento del matrimonio dei genitori. Il film è in programma nella sezione Nippon Cinema Now del Tokyo Film Festival, dedicata ai registi giapponesi emergenti.

La storia si sviluppa attraverso le abitudini quotidiane, dalle verifiche a scuola a una madre che conta la spesa alla cassa. Con l’aumentare delle tensioni in casa, Takeshi si fissa su una «palla di fuoco» descritta dalla sua vecchia amica Akari (Himena Irei), sperando forse di ritrovare un po’ della meraviglia della sua infanzia.

La regia misurata e l’attenzione paziente del film per i rapporti in difficoltà riflettono l’ammirazione di Takenoshin per il regista Ryusuke Hamaguchi. Il direttore della fotografia Yoshio Kitagawa, che ha lavorato con Hamaguchi, ricorre alla simmetria e alle linee essenziali della casa di famiglia per creare immagini ordinate che suggeriscono gradualmente un senso di costrizione. L’interpretazione di Mari Kusu nel ruolo della frustrata madre di Takeshi rafforza questa sensazione.

Il padre di Takeshi lascia trapelare la propria insoddisfazione con brevi osservazioni che sfociano in litigi, tra cui una richiesta di rispetto e lamentele per il fatto che i figli non lo ringrazino. La routine familiare carica di tensione è resa con lunghi piani sequenza e inquadrature statiche. Quando Takeshi salta in una pozzanghera fangosa e rovina un paio di scarpe da ginnastica immacolate, l’improvvisa rottura spicca sullo sfondo della compostezza che caratterizza le scene precedenti.

Invece di presentare subito il padre come semplicemente crudele, Takenoshin aggiunge dettagli poco alla volta, compresi i suoi tentativi di conquistarsi il sostegno dei figli evocando ricordi importanti per loro. Onishi offre un’interpretazione contenuta mentre Takeshi si chiude sempre più in sé stesso, e il suo disagio emerge soprattutto dalle domande sulla misteriosa palla di fuoco.

Lo stile misurato a tratti risulta eccessivamente insistito, e un salto in avanti di tre mesi altera il ritmo del film. Tuttavia, la storia trova momenti di pathos nel fratello minore Kento (Koe Odani), costretto a maturare in fretta e deciso a cercare di alleviare la sofferenza della famiglia. La successiva svolta allegorica del film è meno efficace della sua attenta osservazione di una famiglia che si disgrega, ma «Hinotama: Ball of Fire» resta un promettente esordio.

Fonti: Variety.