Si prevede che le vittorie dei Democratici alle elezioni di metà mandato influiranno su questioni importanti per Hollywood e per l’industria dei media, oltre ai temi centrali della campagna elettorale: il Presidente Trump, i prezzi e la Guerra in Iran. Mentre Washington si adegua al nuovo equilibrio di potere per gli ultimi due anni del mandato di Trump, restano aperte diverse questioni politiche.

Un incentivo fiscale federale per le produzioni di Hollywood resta la principale priorità legislativa dell’industria, i cui sostenitori sperano di far approvare una legge entro la fine dell’anno. La proposta gode di sostegno bipartisan, compreso quello di Trump e del senatore Adam Schiff, ma le ripercussioni delle elezioni potrebbero rendere più difficile mantenere lo slancio. Trump ha espresso incertezza riguardo agli incentivi, mentre i Repubblicani al Congresso stanno affrontando i risultati elettorali e una competizione per la leadership. I Democratici alla Camera, nel frattempo, potrebbero decidere di aspettare il prossimo Congresso, quando avranno maggiore potere negoziale.

In generale, i Democratici sono più favorevoli a Hollywood rispetto ai Repubblicani, il che potrebbe migliorare le prospettive della proposta nel 120º Congresso. Tuttavia, un nuovo tentativo dovrebbe ripartire da zero e non si prevede che 10 dei 31 Repubblicani cofirmatari della proposta tornino in carica. I sostenitori hanno inoltre sostenuto che le attuali difficoltà dell’industria rendono importante agire rapidamente.

Il controllo del Congresso da parte dei Democratici non cambierà la leadership della Federal Communications Commission, ma potrebbe portare a un controllo più rigoroso del presidente Brendan Carr. I Democratici hanno criticato le pressioni esercitate sui broadcaster da Carr a causa delle battute di Jimmy Kimmel e le indagini sui commenti politici a “The View”. Potrebbero ricorrere ai poteri di citazione in giudizio del Congresso per esaminare queste e altre controversie.

Anche i finanziamenti ai media pubblici potrebbero tornare all’ordine del giorno. L’anno scorso il Congresso ha eliminato 1,1 miliardi di dollari di finanziamenti alla Corporation for Public Broadcasting, mettendo sotto pressione centinaia di stazioni locali e rimuovendo una delle principali fonti di sostegno per PBS e NPR. Un Congresso guidato dai Democratici potrebbe valutare il ripristino degli investimenti federali, anche se è probabile che la questione incontri l’opposizione dei conservatori, che accusano le emittenti pubbliche di avere pregiudizi liberali.

Alcuni sostenitori vogliono che un eventuale nuovo sostegno vada oltre il modello tradizionale di radiodiffusione della CPB. Rima Dael, CEO della National Federation of Community Broadcasters, ha invocato investimenti nei media pubblici e comunitari che rispondano alle esigenze attuali, compreso l’accesso a notizie locali affidabili e a programmi culturali, sia online sia in onda.

La House Oversight Committee potrebbe inoltre valutare indagini sui rapporti tra le società dei media e Trump. Tra i possibili oggetti d’indagine figurano l’accordo per il documentario “Melania”, i pagamenti legati alle cause intentate da Trump contro “60 Minutes” e George Stephanopoulos, nonché i suoi procedimenti contro Twitter, YouTube e Meta. I legislatori potrebbero anche esaminare gli sforzi della famiglia Ellison per ottenere il sostegno di Trump alle fusioni Paramount-Skydance e Paramount-Warner Bros. Queste indagini potrebbero dar luogo a controversie sul privilegio esecutivo; se avessero successo, potrebbero portare alla luce comunicazioni interne sul modo in cui le principali società dei media hanno gestito i rapporti con il presidente.

Fonti: Variety.