Paris Creator Week raddoppia le sue dimensioni quest’anno, con 8.000 professionisti del settore attesi all’evento presso la Halle de la Villette. La manifestazione riunisce creator, piattaforme, brand, agenzie, investitori e aziende dei media tradizionali per discutere del business della creazione di contenuti.
Uno studio presentato all’evento stima che l’economia globale dei creator raggiungerà i 217,3 miliardi di dollari nel 2026, con un aumento del 26,2% rispetto all’anno precedente. Dopo essere quasi triplicato in cinque anni, il mercato dovrebbe raggiungere i 1.220 miliardi di dollari entro il 2033.
Il rapporto valuta quest’anno l’economia dei creator in Francia a 10,1 miliardi di dollari, in crescita del 23,7% rispetto al 2025, con il potenziale di superare i 24,3 miliardi entro il 2030. La Francia si colloca al settimo posto a livello mondiale e al terzo in Europa, dietro al Regno Unito e alla Germania. Secondo le stime, il settore rappresenta già nel Paese 227.000 posti di lavoro equivalenti a tempo pieno.
Paris Creator Week è passata dai 4.000 partecipanti dell’anno scorso agli 8.000 previsti per quest’anno. L’area espositiva è quintuplicata, passando da 200 a 1.000 metri quadrati, e si prevede che i partecipanti internazionali rappresentino il 30% del totale. YouTube, Twitch, LinkedIn, Spotify e SoundCloud sono tra le piattaforme che invieranno dirigenti di alto livello; parteciperanno anche gruppi dell’intrattenimento come Banijay e Mediawan.
Il cofondatore Marc Lesage-Moretti afferma che l’evento è concepito come un incontro business-to-business, anziché come una convention per il grande pubblico, con particolare attenzione alle partnership e ai nuovi modelli di business. Ha descritto l’ambizione della manifestazione come la creazione di una «VivaTech dell’economia dei creator», in riferimento alla conferenza tecnologica parigina.
Lo studio individua nelle sponsorizzazioni e nelle partnership commerciali il segmento più ampio dell’economia globale dei creator, con una quota del 49,8%, seguito dalla pubblicità sui contenuti dei creator, al 22,7%, e dagli abbonamenti a pagamento, al 13,8%. Nel 2026 gli inserzionisti dovrebbero contribuire con 172,8 miliardi di dollari, pari al 79,5% della spesa totale. Il rapporto stima che i creator riceveranno 92,6 miliardi di dollari, equivalenti al 42,6% del mercato.
L’evento esaminerà anche fusioni e acquisizioni. Nella prima metà del 2026 lo studio ha rilevato 70 acquisizioni a livello globale, con un aumento del 23% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Il Nord America ha rappresentato il 64,3% delle società acquisite e l’Europa il 27,1%. Una sessione della conferenza analizzerà come gli investitori valutano le aziende guidate da creator e affronterà il rischio che un’attività dipenda in misura eccessiva da un’unica personalità.
Il programma di Paris Creator Week riflette inoltre i legami sempre più stretti tra i creator online e i media affermati. Lesage-Moretti cita il documentario «Kaizen» dello YouTuber francese Inoxtag, distribuito nelle sale da MK2 e capace di vendere circa 300.000 biglietti in un giorno, mentre veniva pubblicato su YouTube lo stesso giorno e totalizzava nel complesso 40 o 50 milioni di visualizzazioni.
Drew Baldwin, responsabile di Prentiss Media e fondatore di Tubefilter e degli Streamy Awards, utilizza l’evento per lanciare Creator Kitchen, un’iniziativa pensata per riunire dirigenti dei media tradizionali e dei nuovi media. Paris Creator Week ospita inoltre esponenti di alto livello di piattaforme, case di produzione e aziende dei media, proponendosi come punto d’incontro per il settore dei creator, in continua crescita.
Fonti: Variety.