A24 ha appena terminato la produzione del suo adattamento di “Elden Ring”, un film fantasy d’azione con Kit Connor e diretto da Alex Garland. Con un budget dichiarato di 200 milioni di dollari, è la produzione più costosa mai realizzata dalla società e un segnale significativo di quanto lo studio si sia allontanato dalle sue origini a basso budget.

L’espansione arriva in quello che viene descritto come l’anno più redditizio di A24. Per la prima volta lo studio ha superato i 500 milioni di dollari al botteghino nazionale, trainato da successi tra cui “Backrooms”, che ha incassato 400 milioni di dollari in tutto il mondo a fronte di un budget di 10 milioni, e “The Drama”, con Zendaya e Robert Pattinson, che ha incassato 134 milioni di dollari a livello globale. “You Can See Everything” ha raccolto finora 64 milioni di dollari.

Anche la divisione televisiva di A24 sta guadagnando slancio, con progetti tra cui “Crystal Lake” di Peacock, “Neighbors” di HBO e “Margot’s Got Money Troubles” di Apple TV. Secondo quanto riportato, lo studio potrebbe inoltre diventare la società con il maggior numero di nomination agli Oscar.

Il successo ha riportato in primo piano una domanda di lunga data sul futuro di A24: se i fondatori, David Fenkel e Daniel Katz, continueranno a far crescere la società in autonomia o prenderanno in considerazione una vendita o un investimento esterno. In passato i due hanno valutato l’interesse di società come Apple e Sony, ma non è stato concluso alcun accordo. Secondo alcune fonti, hanno respinto recenti offerte per l’acquisizione di quote e mantenuto uno stretto controllo sulla direzione creativa della società.

A24 è stata valutata 3,5 miliardi di dollari in un round di raccolta fondi del 2024 guidato da Thrive Capital di Josh Kushner. Tre dirigenti di società concorrenti hanno definito tale valutazione non in linea con la realtà del mercato, mentre uno ha sostenuto che gli utili dello studio debbano continuare a crescere per giustificarla. Una vendita potrebbe generare un notevole ritorno, ma dirigenti e osservatori del settore avvertono anche che un acquirente potrebbe indebolire il marchio distintivo che ha contribuito ad attirare il pubblico più giovane.

La spinta dello studio verso produzioni più grandi ha dato risultati contrastanti. L’anno scorso, film come “Eddington” di Ari Aster e “The Smashing Machine” con Dwayne Johnson, costati ciascuno 50 milioni di dollari, hanno deluso al botteghino. I successi di quest’anno sono stati controbilanciati da uscite meno fortunate, come “How to Make a Killing”, “The Death of Robin Hood” e “Misty Green”. A24 vende inoltre i diritti di distribuzione all’estero a società regionali, limitando la propria quota dei successi internazionali ma riuscendo al contempo a recuperare i costi dei film che faticano a imporsi.

La società sta valutando come espandersi all’estero. Il Wall Street Journal ha riferito che nell’ultimo anno Fenkel e Katz hanno cercato potenziali partner per avviare attività nei mercati stranieri, valutando la possibilità di affidarsi a team locali che lavorino nelle lingue del posto. A24 ha inoltre concluso un importante accordo per i diritti cinematografici e televisivi di “The Texas Chainsaw Massacre”.

Crescere su larga scala comporta una sfida creativa oltre che finanziaria. Il fascino di A24 è dovuto in parte a film originali e talvolta divisivi, anziché pensati per raggiungere il pubblico più vasto possibile. Gli osservatori del settore sostengono però che i progetti con budget superiori ai 100 milioni di dollari debbano raggiungere un maggior numero di spettatori in tutto il Paese. La posta in gioco è particolarmente alta per “Elden Ring” e per il film slasher da 35 milioni di dollari “Slayground”, attualmente in programma.

Fonti: Variety.