Un "individuo ben noto" nel Regno Unito sta attualmente attendendo una decisione giudiziaria riguardo a un tentativo di impedire a due organi di informazione, The Guardian e ITN, di pubblicare gravi accuse contro di lui. I rapporti accusano la figura non nominata di aver intrattenuto attività sessuali inappropriate e sfruttatrici con ragazze e giovani donne per molti anni. Sebbene l'individuo neghi queste affermazioni, il suo team legale ha cercato un'ingiunzione permanente per fermare la pubblicazione, sostenendo che rivelare la sua identità lo porterebbe molto probabilmente a commettere suicidio.

Gli avvocati dell'individuo hanno descritto la loro argomentazione come "altamente eccezionale" durante le udienze presso l'Alta Corte di Londra la scorsa settimana. Sostengono che gli organi di informazione abbiano condotto un'indagine approfondita durata quattro anni, coinvolgendo oltre 30 fonti con testimonianze dirette. In risposta alle richieste di commento nel settembre scorso, l'individuo avrebbe scritto direttamente a entrambe le organizzazioni affermando che se la storia fosse stata pubblicata o trasmessa, si sarebbe suicidato alla prima opportunità. Il suo avvocato ha inoltre informato la corte che il ricorrente ha una storia di tentativi di suicidio legati a queste questioni, inclusi due tentativi precedenti, mesi di ospedalizzazione, detenzione involontaria ed esami da parte di oltre dieci medici.

Paul Tweed, un rinomato avvocato per diffamazione che ha rappresentato clienti ad alto profilo come Harrison Ford e Britney Spears, suggerisce che, sebbene le ingiunzioni sulla privacy delle celebrità siano diventate rare, una minaccia genuina alla vita rimane un motivo valido per tale azione legale. Tweed ha notato che i tribunali esamineranno attentamente le prove mediche per determinare se il rischio di suicidio sia reale o semplicemente un pretesto per evitare la pubblicazione. Ha sottolineato che uno psichiatra competente deve confermare il rischio prima che un giudice conceda un tale ordine.

Al contrario, gli avvocati che rappresentano The Guardian e ITN hanno sostenuto che esiste un forte interesse pubblico nel pubblicare le numerose accuse contro qualcuno che avrebbe abusato del proprio status per anni. Hanno evidenziato che molte donne che hanno segnalato il comportamento hanno subito traumi e crisi di salute mentale come conseguenza. Il team della difesa ha avvertito che mantenere l'ingiunzione richiederebbe alle autorità di intervenire nelle attività giornalistiche legali per prevenire un atto autonomo da parte del ricorrente.

Il caso ha suscitato un dibattito significativo sulla libertà di stampa e sul potenziale di stabilire un precedente pericoloso se le affermazioni sulla salute mentale possono far tacere le accuse di abusi. Ian Hislop, editore di Private Eye, ha espresso preoccupazione che permettere tali argomentazioni potrebbe proteggere ingiustamente gli individui accusati dal dover rispondere ad accuse di lunga data. Inoltre, esperti legali fanno riferimento all'"Effetto Barbra Streisand", notando che nell'era dei social media, i tentativi di sopprimere le informazioni spesso falliscono generando speculazioni diffuse e una domanda per i dettagli stessi che si cercano di nascondere.

Fonti: Variety.