The Mongoose ripercorre due filoni familiari del cinema di genere americano: il fuggitivo inseguito a bordo di un’auto veloce e il veterano che fatica a reinserirsi dopo la guerra. Diretto da Mark Vanselow, esordiente alla regia di un lungometraggio e da anni coordinatore degli stunt, il film offre molta azione automobilistica, ma poca complessità oltre al suo messaggio patriottico e alla celebrazione di una Shelby Super Snake.

Neeson interpreta Ryan «Fang» Flanagan, un ex comandante delle Forze Speciali catturato in Afghanistan nel 2005. Fang fuggì insieme ai commilitoni Tanker e Munch, ma la missione costò la vita al loro compagno Wiz. Due decenni dopo, Fang continua a soffrire di disturbo da stress post-traumatico ed è divorziato da Tara, interpretata da Marisa Tomei, anche se i due sono ancora molto legati.

Quando Tara chiede a Fang di recuperare i suoi effetti personali dalla casa in Arkansas che condivideva con il suo attuale compagno, l’avvocato Todd, la situazione diventa violenta. Todd arriva armato e la colluttazione che ne segue termina con la sua morte. Con gli pneumatici danneggiati e la polizia in arrivo, Fang prende un’auto sportiva rossa e comincia la fuga dalle autorità.

L’ex marine James Tilton inizialmente esorta Fang ad arrendersi, ma l’inseguimento diventa più aggressivo quando il maggiore Walter Pope, interpretato da Michael Chiklis, assume il comando in Texas. Fang fa affidamento su Tanker, Munch e sull’assistente dotata di intelligenza artificiale della Shelby, Helene, per trovare carburante e rifornimenti e per evitare la cattura.

L’inseguimento attira l’attenzione nazionale quando la conduttrice della CNN Laura Coates, che appare nei panni di se stessa, riferisce della fuga di Fang. I suoi servizi forniscono informazioni sul crimine, sul passato militare di Fang e sulle persone che lo circondano, spingendo il pubblico a schierarsi con il fuggitivo e a offrirgli assistenza durante il viaggio.

Il film comincia con Fang già in fuga da un posto di blocco, prima di usare i flashback per spiegare il suo trauma di guerra, il crollo del matrimonio e gli eventi che lo hanno messo al volante. La struttura ritarda il pieno sostegno del pubblico nei suoi confronti, anche se la sceneggiatura chiarisce fin dall’inizio che Fang deve essere visto come un eroe fondamentalmente perbene. Con il procedere della storia, quasi tutte le persone che incontra accettano la sua innocenza e onorano il suo servizio militare, lasciando poco spazio al dubbio o alla tensione morale.

Neeson conferisce a Fang una personalità affabile e perlopiù calma, rendendo il personaggio facile da apprezzare. Tuttavia, la rappresentazione del suo trauma non si collega in modo convincente alla figura allegra al centro dell’inseguimento. Invece di suscitare compassione per Fang, la sceneggiatura ripete che gli spettatori devono ammirarlo, indebolendo l’impatto emotivo della sua prova.

Il cast di supporto è più solido del materiale. Ving Rhames e Marcus Thomas hanno opportunità limitate nei panni degli alleati di Fang, mentre Chiklis sembra divertirsi chiaramente a interpretare l’ufficiale disposto a usare una forza eccessiva. Tomei sfrutta al meglio Tara, soprattutto nel flashback che mostra la separazione della coppia, ma il ruolo non è all’altezza delle sue capacità.

Vanselow gestisce l’azione con competenza, eppure le sequenze cominciano a sembrare ripetitive. I servizi televisivi di Coates fungono inoltre da dispositivo narrativo che rafforza continuamente lo status eroico di Fang, presentando al contempo gli altri personaggi principali in termini sempre più negativi. Alla fine il film evita di mostrare il destino definitivo di Fang, avendo già stabilito che l’opinione pubblica lo ha assolto sul piano morale.

The Mongoose ha energia, un protagonista capace e diverse sequenze automobilistiche divertenti, ma la sua sceneggiatura lineare lascia poco peso emotivo o morale. Il suo omaggio ai membri delle forze armate americane è chiaro, anche se il film rimane una storia d’azione convenzionale e poco sviluppata.

Fonti: Variety.