Prima di affermarsi come una delle principali star cinematografiche di Hollywood, Robert Redford fece diverse apparizioni televisive. Uno dei suoi ruoli meno conosciuti arrivò in “The Americans”, un dramma della NBC del 1961 ambientato durante la Guerra civile, che si concluse dopo 17 episodi.
La serie debuttò il 23 gennaio 1961, in concomitanza con il centenario del conflitto. Darryl Hickman e Dick Davalos interpretavano Ben e Jeff Canfield, fratelli di Harpers Ferry che si schierarono su fronti opposti quando iniziò la guerra. Gli episodi alternavano le esperienze di Ben con l’Unione e il servizio di Jeff nella Confederazione.
Redford apparve nel penultimo episodio, “The Coward”. Interpretava George Harrod, un soldato confederato in attesa dell’esecuzione mediante fucilazione. Nell’episodio apparve anche Carroll O’Connor, anni prima di diventare ampiamente noto come Archie Bunker in “All in the Family”. La grande svolta di Redford arrivò qualche anno più tardi con “Butch Cassidy and the Sundance Kid”.
“The Americans” cercava di presentare il conflitto con cautela, dedicando un’attenzione comparabile ai personaggi dell’Unione e della Confederazione. Secondo Darryl Hickman, la produzione evitò di affrontare le questioni economiche e la schiavitù. Anche gli sponsor si opposero al titolo originale della serie, “The Blue and the Gray”, perché temevano che potesse turbare gli spettatori del Sud.
Hickman disse che i produttori limitarono le scene d’azione del suo personaggio per evitare di mostrare soldati confederati uccisi, mentre il personaggio confederato interpretato da Davalos ricevette momenti più eroici. Attribuì tale moderazione alle preoccupazioni dei produttori e degli inserzionisti, sebbene, a quanto riferito, i sudisti con cui aveva parlato non considerassero problematico l’argomento.
Il tentativo di non offendere nessuna delle due parti non si tradusse in ascolti elevati. La NBC cancellò “The Americans” dopo 17 episodi. Il produttore esecutivo Frank Telford diede la colpa alla programmazione della serie, sostenendo che la fascia oraria del lunedì alle 19:30 fosse troppo presto per quel tipo di contenuto.
Fonti: TVLine.